La nostra storia

La figura del mediatore nasce e si afferma in tempi remoti e si evolve di pari passo con lo sviluppo dei traffici mercantili.

Storicamente, l’istituto della mediazione subisce regolamentazioni diverse in base al mutamento dei sistemi legislativi nelle varie epoche.

Oggi i mediatori sono anche chiamati agenti d’affari in mediazione. In passato erano definiti “sensali“ e prima ancora “sapsar“ (per i persiani), “simsar“ (per gli arabi) e “proxenetes“ (per i greci).

All’istituto della mediazione viene dato un assetto giuridico già con il Codice per il Regno delle Due Sicilie del 1819 e successivamente con il Codice Napoleonico.
Negli anni in cui si costruiscono le basi per l’Unità d’Italia, i mediatori vengono distinti in due classi: quelli riconosciuti e disciplinati per legge (pubblici mediatori) e quelli comuni (semplici sensali, non sottoposti ad alcuna prescrizione di legge).

Nel 1854 Camillo Benso conte di Cavour, presidente del Consiglio dei ministri e ministro delle Finanze del Regno di Sardegna, presenta alla Camera dei Deputati un progetto di legge per disciplinare la professione dei mediatori.

Cavour illustra compiutamente la necessità di regolamentare l’esercizio della mediazione: «Per un motivo semplicissimo, perché si deve dare al mediatore un’autorità maggiore di quella che si dà ad un qualunque altro negoziante». Tale chiarimento pone bene in evidenza come, già al tempo, ai mediatori venivano riservati un carattere speciale ed una particolare autorità, senza però fare della categoria una casta privilegiata: «[…] e non c’è privilegio – afferma Cavour – nel dichiarare che quella persona, all’asserzione della quale si concede un valore speciale, non possa commerciare per conto proprio, perché commerciando per conto proprio perde quella qualità per la quale si dà autorità speciale alla sua parola, e si dà autorità speciale alla parola del mediatore, perché egli si crede imparziale fra le due persone cui ha servito d’intermezzo».

Il primo gennaio 1866 nasce il Codice di commercio del Regno d’Italia, ove i sensali diventano mediatori, termine successivamente ripreso e ribadito nella legislazione sulle borse del 1913, che conserva la distinzione tra pubblici mediatori e mediatori comuni non soggetti a regole.

La novità introdotta dalla legge del 1913 prevede la costituzione di un sindacato dei mediatori.

Nel 1942, con la promulgazione del codice civile, l'istituto della mediazione riceve una regolamentazione organica.

Nel 1958 una nuova legge introduce l’obbligo di iscrizione nei ruoli camerali di tutti i mediatori dando la qualifica di agenti d’affari in mediazione, distinguendo tra mediatori d’immobili e di merci (il ruolo dei pubblici mediatori veniva conservato mentre veniva sancito che la mediazione non era più libera ma occorreva iscriversi al ruolo ordinario previo superamento di un esame, per poter esercitare la professione).

La legge n.39 del 3 febbraio 1989, ancora vigente, disciplina l’accesso alla professione. Da allora, ulteriori provvedimenti hanno inciso sulla normativa senza tuttavia modificare eccessivamente l’operando dei mediatori merceologici.