La Fimaa Italia (Federazione Italiana Mediatori Agenti D’Affari) nel prendere atto che il senatore Azzolini, relatore della manovra finanziaria, ha voluto “innovare” la procedura amministrativa necessaria per dare inizio ad un’attività, manifesta la sua contrarietà ad una modifica inutile e rischiosa per il Consumatore, per il mercato immobiliare e per la professionalità degli Agenti Immobiliari.
In una Italia dove le procedure amministrative sono farraginose e complesse si è voluto intervenire in un settore, quello dell’abolito “ruolo”, dove le Camere di Commercio operavano da sempre con celerità e chiarezza, consentendo l’operatività, dopo una adeguata verifica, in pochi giorni.
La SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività) consentirà a qualsiasi soggetto che dichiari, magari erroneamente, di possedere i requisiti di operare immediatamente sul mercato immobiliare, con il rischio di creare pesanti danni al Cliente.
E’ giusto ricordare che, soprattutto sul mercato della casa, sono in gioco i risparmi di una vita. Non importa che la CCIAA possano in seguito effettuare le dovute verifiche ed eventualmente sanzionare il soggetto non titolato, in quanto lo stesso potrebbe aver già fatto innumerevoli danni.
In un particolare momento, come quello attuale, di stasi del mercato immobiliare, accentuato dalle incertezze venutisi a creare durante l’iter della Direttiva Servizi (Bolkenstein), aggiungere un’ulteriore variabile non aiuta il sistema a ritrovare il suo equilibrio.
L’approvazione della SCIA, se dovesse essere confermata, andrà in senso contrario a quel percorso politico amministrativo di confronto instaurato da FIMAA e dalle altre Associazioni di categoria per la definizione della Direttiva Servizi.
La FIMAA chiede al Governo un ripensamento sull’applicazione della SCIA per il comparto della mediazione immobiliare e merceologica.
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