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CEPI – CEI: FUSIONE PIU’ COMPLESSA DEL PREVISTO PER LE ASSOCIAZIONI EUROPEE del COMPARTO IMMOBILIARE


Forti perplessità sono emerse il 26 maggio scorso nell’Assemblea Generale CEPI – la Federazione che in Europa riunisce il maggior numero di Associazioni rappresentanti il settore immobiliare ed a cui aderiscono il maggior numero di Nazioni - sulla fusione tra i due Organismi di rappresentanza Europea del comparto Immobiliare.
Il 46% dell’Assemblea si è astenuto sui contenuti del documento d’intenti, presentato alla riunione con sostanziali modifiche non precedentemente concordate, da parte della Presidenza CEPI.
Di fatto, le Associazioni che formano l’asse del Mediterraneo (Italia, Spagna e Francia), e che sono tra le maggiori contributrici al bilancio CEPI, con la loro astensione hanno condotto l’intero Organismo Europeo ad una pausa di riflessione.
FIMAA unitamente ad ANACI si è astenuta.
Riferisce il Presidente FIMAA Valerio ANGELETTI :“Non possiamo approvare una fusione senza ben conoscere la consistenza associativa e patrimoniale del CEI. Ciò a tutela degli iscritti FIMAA che partecipando al CEPI da oltre un ventennio hanno capitalizzato l’ Ente con le proprie quote associative”.
“FIMAA è favorevole ad ottenere un’unica struttura di rappresentanza del comparto in Europa, ma non può ignorare le decisioni dei propri Organi Sociali” – afferma il Segretario Generale FIMAA Rossano ASCIOLLA – “ a cui necessariamente andrà sottoposto il nuovo documento presentato per la fusione lo scorso 26 maggio”.
Del resto sull’intera questione, ripresa nel Consiglio di Amministrazione CEPI del successivo 27 maggio, è stato chiesto anche da altre Nazioni un particolare approfondimento.
Il prossimo appuntamento il 30 maggio a Parigi dovrà darci qualche ulteriore indicazione.
“Per FIMAA la fusione va fatta con grande chiarezza sui patrimoni economici e associativi dei due Comitati Europei” ricorda a conclusione il Presidente ANGELETTI.