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Tratto dal mensile ADVISOR di Giugno 2010


Normativa, le contromosse della categoria
Mediatori creditizi, interviene l'Antitrust

«Non convince la spiegazione che la veste societaria sia garanzia di miglior controllo dell'impresa e maggior tutela patrimoniale per gli eventuali danni arrecati al cliente consumatore» si legge nella nota che FIMAA ha inviato contenente le sue osservazioni. «E' di palmare evidenza che il capitale sociale può costituire unicamente  una barriera di ingresso all'attività, facendo venire meno un altro diritto comiunitario, quello della libera concorrenza, ma certamente non costituisce alcuna adeguata garanzia patrimoniale per il consumatore» continua la nota di FIMAA.
La preoccupazione principale è che dietro questo obbligo si nasconda la volontà di ridurre considerevolmente il numero di operatori che esercitano la professione. Dovuta forse alle insistenti richieste di Bankitalia? A microfoni spenti alcuni esponenti hanno confessato che il sospetto è lecito. Di sicuro i numeri sono consistenti. Si parla di 121.542 mediatori creditizi, di cui 9.865 società, e 67.585 agenti in attività finanziaria, di cui 4.952 società. Un numero di operatori veramente elevato e sul quale è difficile poter vigilare attentamente.